Poppi è stato classificato tra i borghi più belli d’Italia. Si trova nel Casentino – Arezzo, in Toscana, una terra ricca di cultura, storia, leggende e prodotti tipici Made in Tuscany veramente unici.
La storia di Poppi
Poppi è un piccolo borgo toscano, collocato nel Casentino, la prima valle dell’Arno. La storia di Poppi è caratterizzata da un susseguirsi di dominazioni (etrusche, romane, longobarde e franche), ma il massimo splendore della città si ebbe nel 1196 quando Guido Bevesangue fu nominato dall’imperatore Arrigo VI “Conte di tutta la Toscana”. Fu proprio lui a far costruire il Castello dei Conti Guidi a Poppi, che ancora oggi domina sulla vallata.
Nel 1440 Francesco Guidi tentò di sottrarsi alla dominazione fiorentina, stringendo degli accordi con il Duca di Milano. Ci fu uno scontro tra le truppe le due fazioni, ma alla fine i fiorentini ebbero la meglio e Poppi passò sotto il controllo di Firenze fino all’Unità d’Italia, mentre i Conti Guidi furono esiliati.
Poppi ha il classico aspetto di un borgo medievale, racchiuso dalle mura e dalle torri. Il borgo si sviluppa lungo una planimetria ellittica ed è circondato dai portici, dalle chiese, dal Castello, e da diversi edifici pubblici e religiosi risalenti al 1200 e al 1600.
Il Castello dei Conti Guidi
Il Castello dei Conti Guidi risale al XIII secolo e ha subìto diversi restauri. La prima parte del castello fu costruita nel 1274 dall’architetto Lapo Di Cambio. Questo castello viene spesso indicato come il “prototipo di Palazzo Vecchio” di Firenze e in effetti Arnolfo Di Cambio, nella realizzazione di Palazzo della Signoria pare abbia tratto ispirazione da questo edificio.
La struttura fu ampliata e alla parte preesistente ne fu aggiunta un’altra a base rettangolare. Le due aree erano unite da un ponte levatoio, che successivamente fu sostituito da una cinta muraria. L’edificio è diviso in tre piani principali: al pian terreno si possono ammirare “le scuderie“, “il tavolo della giustizia” e “la sala della battaglia”; al primo piano si trova il “salone delle feste” e la Biblioteca Rilliana; infine all’ultimo piano, detto anche “Piano Nobile“, si trovano le stanze residenziali dei Conti Guidi.
Proprio dall’ultimo piano parte la scala di 104 gradini che conduce alla cella, posta in cima alla torre del castello.
La Biblioteca Rilliana è estremamente importante in quanto rappresenta una testimonianza libraria di alto valore. Si tratta di una collezione di oltre 25.000 volumi, 700 incunaboli e 800 manoscritti dell’ XI secolo.
Il Castello non è semplicemente una fortificazione dall’aspetto imponente, ma è anche un edificio molto elegante, le cui mura esterne sono arricchite da merli e finestre bifore decorate con stemmi gentilizi.
Lo scherzo del Conte Guidi a Grifo, giovane menestrello.
Il Castello dei Conti Guidi è legato a ben due leggende. La prima leggenda riguarda Grifo, la storia di un giovane menestrello che era un tipo molto pauroso e il Conte Guidi si divertiva molto a prenderlo in giro e a spaventarlo con le sue terrificanti storie. Una notte, impressionato dai racconti del Conte, il povero Grifo vide la statua di Simone da Battifolle che si muoveva e spaventato a morte aveva raccontato la vicenda al Conte.
Quest’ultimo per prendersi burla del menestrello, organizzò uno scherzo con i suoi due cugini Oberto e Bandino. Oberto si travestì da Simone da Battifolle, e con la sua armatura pesante entrò nella stanza di Grifo che dalla paura cadde a terra morto. Il Conte si sentì in colpa per l’accaduto e ordinò un solenne funerale. Qualche giorno dopo il giovane fu visto girare attorno al sepolcro con il lenzuolo: Grifo era ancora vivo e da allora fu soprannominato “Morto Resuscitato“.
L’altra leggenda narra invece la storia di Matelda moglie di un Conte Guidi che come una mantide seduceva gli uomini nella torre del castello e poi li uccideva. Per vendicarsi il popolo, in assenza del Conte, la murò viva nella Torre e d’allora lo spettro di Matelda si aggira tra i bastioni del Castello di Poppi.
Il parco-zoo di Poppi
Un’altra meraviglia di Poppi è il suo parco zoo. E’ il primo esempio di Parco Zoo della Fauna Europea, in cui gli animali sono liberi di muoversi nello spazio circostante. Non è quindi un “classico zoo recintato”, ma ha mantenuto una struttura selvaggia. Qui si possono fare diverse escursioni circondati dalla natura e dagli animali.
Prodotti tipici casentinesi
Panno di lana del Casentino
Poppi ha anche una ricca tradizione di prodotti tipici: il panno di lana e il tortello di patate. Il panno di lana del Casentino era molto apprezzato in passato per la sua capacità di proteggere dalle intemperie. Nel tentare di migliorare l’impermeabilità del tessuto, i lanaioli ottennero il colore arancione che oggi caratterizza il panno lana. Il panno è molto usato ancora oggi, anche da case di alta moda, come Cavalli e Ferré.
Tortello di patate
I tortelli di patate invece sono una specialità culinaria del Casentino: una pasta sfoglia ripiena di patata rossa, concentrato di pomodoro, aglio e pecorino e serviti con burro e salvia. Questi tortelli si differenziano dai “cugini” tortelli del Mugello, che nel ripieno hanno il prezzemolo anzichè il pomodoro e in genere va consumato con sugo di carne o funghi.
Per gustare queste prelibatezze potete recarvi al Ristorante Tirabusciò a soli 7 km da Poppi, specializzato in piatti tipici della cucina casentinese.
Per un soggiorno da sogno vi consigliamo invece l’Hotel I Tre Baroni, situato nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che offre ai suoi clienti camere con vista mozzafiato sulla vallata.
Via: www.itrebaroni.it
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